23 LUGLIO 2017
Montagna prealpina per eccellenza, il Pizzo Arera sorge isolato a cavallo tra la Val Brembana e la Val Seriana. Il massiccio è caratterizzato da pareti e creste di roccia calcarea, chiara e compatta. .Il “Sentiero dei Fiori” è una facile escursione naturalistica ad anello, che offre al visitatore, nei mesi primaverili ed estivi, un’innumerevole varietà di fiori endemici, di cui alcuni anche rari..
PIZZO ARERA (mt. 2512) – SENTIERO DEI FIORIDomenica 23 Luglio 2017ORARI:
EQUIPAGGIAMENTO:
COSTI:
ACCOMPAGNATORI: (Cellulare CAI: 331 2659143)
N.B.: Gli Accompagnatori hanno la facoltà di modificare il programma e gli orari previsti. ACCESSOcon la statale 470 percorriamo il fondo della Valle Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sx la provinciale 1 che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo. Dopo 4 km ½ prendiamo sulla dx la provinciale 3 per Roncobello. Superiamo Borgogna, Baresi, Roncobello e Capovalle poi la strada diventa più stretta ed entra nel bosco. Presso uno slargo alla sx, troviamo la colonnina per il ritiro del ticket, valevole per un giorno, al costo di 2 euro. (obbligatorio dal 1 giugno) Saliamo con 14 tornanti, e solo gli ultimi 700 metri di strada sono sterrati. La strada termina poco prima delle Baite di Mezzeno. Parcheggiamo accanto ad una fontana e ad una bacheca con cartina. Localita di Mezzeno (1600m). ITINERARIO A
DESCRIZIONE DELL’ESCURSIONEDal parcheggio delle Baite di Mezzeno, imbocchiamo il sentiero CAI 219 e saliamo in circa 1 h al Passo Branchino. Qui iniziamo a percorrere il Sentiero dei Fiori che sale, nel suo primo tratto, sulle pendici, prima erbose, poi ghiaiose e sassose, della Corna Piana fino a raggiungere, dopo la salita di un vasto ghiaione, la Bocchetta di Corna Piana (2078 m.), il punto più alto del Sentiiero dei Fiori. Dalla Bocchetta di Corna Piana, entriamo nel vallone del Mandrone e percorriamo il sentiero, sempre in quota 2000, che sfiora alla base le imponenti pareti rocciose dell’Arera e, dopo l’attravesamento di ampio ghiaione, saliamo al Passo di Gabbia (2050 m) dove avremo modo di osservare le variopinte fioriture. Al Passo di Gabbia il panorama si allarga sulla sottostante Val Vedra e verso la conca di Oltre il Colle e verso i monti Grem, Alben e Menna. Proseguiamo per un tratto pianeggiante per poi abbassarci in Val d’Arera e raggiungere il Rifugio Capanna 2000. Capanna 2000 -> gestore Attilio Rizzi 0345 95096 cell.3396986367 Discesa: il ritorno lo facciamo sul sentiero ‘basso’ CAI 222, che imbocchiamo poco sotto il Rif. Capanna 2000 e che ci riporta in circa 2 h di cammino a raggiungere il sentiero 219. Nella discesa del sentiero 219 verso le Baite di Mezzeno di fronte a noi il bel panorama della Valle di Mezzeno, il Monte Campo, i Tre Pizzi
ITINERARIO B(alternativa per escursionisti esperti)
DESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE
Discesa: (lo stesso percorso di salita) si segue la traccia che si abbassa sotto la croce, su un terreno di sfasciumi (attenzione) e si raggiuge il canalino attrezzato con funi e staffe metalliche che consente di abbassarsi nel marcato canalone che separa la cima dall’anticima ovest. Da li si risale un breve tratto verso ovest e, ora su sentiero più sicuro, si guadagna la larga cresta sud-ovest da dove, in breve, si scende fino al sottostante Rifugio Capanna 2000 Per il rientro, infine non ci rimane che abbassarci un po’ verso ovest sulla strada sterrata che sale al rifugio, fino a incrociare alla nostra destra (nord) le indicazioni per il segnavia 222 Sentiero basso dei Fiori, seguendo il quale arriveremo senza sforzo il Passo Branchino e da li, a ritroso, faremo ritorno all’auto. INFO E PRENOTAZIONIPresso la sede C.A.I. in via Casati n°1 ad Arosio, tutti i venerdì dalle ore 21,30 alle ore 23,00 PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL VENERDI’ PRIMA DELL’ESCURSIONE. |



dal parcheggio delle Baite di Mezzeno sino in prossimita’ del rifugio Capanna 2000 l’escursione è la stessa dell’itinerario A. Da qui inizia il sentiero per escursionisti eperti, che segue il crestone sud del Pizzo Arera. La traccia è molto ripida e sale zigzagando fino a giungere appena sotto l´anticima della montagna (quota circa 2400 m). Qui inizia la parte tecnicamente più difficile della salita: si raggiunge un ripido ghiaione da percorrere con attenzione in discesa per una ventina di metri. Poi si entra in una crepatura nella roccia che si risale utilizzando dei gradini metallici e alcune catene fisse. Superato questo tratto il percorso risale bruscamente a zig zag e in poco tempo si raggiunge la croce di vetta, aiutandosi in qualche tratto con le mani.